Tue - February 18, 2003risvegliroger & me
In Roger & me Michael
Moore canta l'incazzata poesia dei suburbs, e disegna con un pennarello dalla
punta grossa i contorni della mela marcia del sogno
americano.
Posted: February 18, 2003 0:0 macedonio pensieri Email Comments
Mostra sia la medaglia che l'altra faccia (che poi si capisce essere la stessa cosa); Il documentario pecca di qualcosa (non so se ingenuità o poca pulizia formale) ma lì sta la sua forza. La forza del vero documentario, essere lì in quel momento e mostrare quella cosa, quella cosa e nessun'altra. E non tagliare nulla e fare tutte le domande che ti vengono da fare a quella persona, nessuna esclusa. Perché tutto deve essere vero e quando tutto è vero allora il documentario funziona, allora il documentario è un vero documentario. Nel 1989 il ceo della General Motors Roger Smith licenziò 30000 operai in varie fabbriche della hometown (Flint) di Moore per aprirne altre in Messico dove la "risorsa umana" costava molto meno. E questo è il plot, niente piu di un pretesto: Michael che insegue Roger senza mai riuscire a parlarci (solo una volta, alla fine, ottiene risposte evasive) per chiedergli il perché di tutto questo e pure per invitarlo a Flint. Ma questo, ripeto, è solo un pretesto. Il film vero è fatto da questi volti di americani di seconda mano, che non si vedono mai, ma che vengono usati per una vita da una fabbrica e illusi da uno showman feroce che li incita all'ottimismo e a credere nel sogno della nazione, nel paradiso commerciale dei grandi mall, nell'eden del libero mercato, dove chiunque può essere tutto (ma in realtà non è nessuno). E poi, a un certo punto, una tv annuncia che il sogno è finito e allora ci si risveglia. Magari continuando a ripetere la filastrocca del selfmademan e del paese libero e della legge del mercato, ma alla fine ci si risveglia. E Moore mostra il risveglio di questa nazione di plastica che diventa di carne, che muore per rinascere. Il film racconta di questo: di volti veri di uomini e di donne degli statiuniti che non sanno più che fare e non sanno più a chi credere. E' un film sugli indifesi. Su chi è stato illuso. Come è un'indifesa la ragazza che sgozza conigli per 15 dollari alla settimana. La sua naturalezza la assolve. E invece che farci rabbia, ci riesce simpatica nella sua inconsapevole crudeltà. Tra i molteplici finali del film, quello lieto è sapere che la stessa ragazza studierà da infermiera veterinaria: "Perché ci sono tanti animali che hanno bisogno di cure". Come lei. Come tutti noi. |
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Total entries in this category: 8 Published On: May 3, 2003 19:46 |